Report di Paolo

 

Paolo: “Dai organizziamo un corso di sicurezza base per i principianti”

Carlo, Fede:       “Ci siamo”

Paolo: “dai secondo me 10-12 persone tra nuovi e meno ci sono, poi un po’ di noi,… ed una ventina saremo di certo…..e sarà un bell evento”

Direi che la situazione ci è sfuggita un giusto un “filo” di mano ed in acqua ci siamo trovati oltre 40 x 2giorni di fila, oltre in 50 a cena e campeggio,…….a conferma del DNA del nostro Club “ Cena Vs Canoa” vince sempre “Cena”!!!

Per come sono fatto ero preoccupato che la carovana di 50 persone fosse molto complessa da gestire, ma i segnali che stiamo diventando un filo più “smart” si sono avuti già in settimana con iscrizioni campeggio e recupero attrezzatura. Il sabato mattina puntuali come non mai, ci troviamo all’imbarco nei tempi perfetti, sicurezza, bagni, corde un po di canoa, giornata attiva senza stress. Bravi tutti!!!

Per la cena, l’idea era quella di arrangiarsi ma il Team capitanato da “Roby, Marco e Gianluca” funziona alla grande e distribuisce gustose calorie in abbondanza a tutti i soci. Degno di nota, anche l’angolo del “Dolce”, che riserva 4.5Kg di colesterolo allo stato cremoso per chi proprio del miglior dolce di Novara  può farne a meno. “ No Gorgonzola, No Cena CCN”

La serata è +/- alcolica per tutti,  ma direi al punto giusto per evitare rinunce del giorno dopo ( …..bè in realtà 2 ce ne sono state, a voi le considerazioniJ ). Alla mattina bel tratto didattico e belle emozioni vissute dai nuovi e anche da tutti gli altri. Non parliamo dello spuntino post discesa, degno di denuncia alla FAO, chiude al meglio il WE.

In realtà la chiusura sarà alla sera, perché alcuni irriducibili “Level 2” necessitano di adrenalina e si prova un Alpin, scannato ma didattico. Qualche eskimo, qualche bagnetto, qualche bottarella ma alla fine tutti soddisfatti.

Quando feci il corso di canoa al CCN, se non fosse stato per la giornata passata in Sesia, forse avrei continuato praticando per l’obiettivo che mi ero fissato, ovvero usarla come mezzo di trasporto per andare in qualche remoto angolo a pescare.

Oggi dopo 26 anni dall’inizio, vivo bello sensazioni e sono ancora contento di andare in canoa. Le canne da pesca  ? …… appese al muro che mi aspettano!!

Buona linea

Paolo

report di Marina

 

Nessun dubbio, decido in un istante. Si va.
Perché non solo sono certa che sarà divertente e che sarò contenta, ma ne avverto la necessità. Se fai un corso di
kayak fluviale a una “certa” età (e io l’ho appena fatto) senti forte il bisogno, prima di ogni altra cosa, di superare
quell’esitazione che può portarti alla rinuncia. La paura dettata dalla scarsa conoscenza non è una buona cosa, non
mi piace.
Ho una buona acquaticità, ma non conosco il fiume. Percepisco forte la differenza rispetto allo stare dentro o sopra
ad acqua ferma, seppur in presenza di onda e vento. Ci sono differenze e variabili che mettono qualche timore. Per
questo è fondamentale fare esperienza e credo che prima ancora di imparare a pagaiare e governare una barca, ci si
debba abituare al fiume.
“Allora ragazzi, siete pronti? Vi buttate qui, occhio a quel sassone, lasciatevi trasportare, gambe e sguardo avanti,
arrivate fin là, vi girate e nuotate verso riva”. “Io non vedo pericolo. Non c’è pericolo”. Paolo lo dice oggi e lo ripeterà
domani, quando coi kayak scenderemo un tratto del Sesia con rapide di secondo e, in alcuni tratti, terzo grado.
Ma quanto è importante che qualcuno ti aiuti a guardare, ti faccia vedere che non c’è pericolo? E’ più che
importante. Per me è fondamentale.
Siamo in 40, una decina di “nuovi” e una trentina tra soci, istruttori e aiuti.
Il sabato è dedicato alle prove di nuoto in fiume. Iniziamo con un po’ di teoria “all’asciutto”e prima di entrare in
acqua, proviamo alcuni lanci con le corde che poi useremo per fare sicurezza ai compagni.
Sono la prima a tuffarmi, questa prova mi sta davvero “chiamando”. E’ facile, è divertente. A turno ripetiamo più e
più volte a nuoto quel tratto in corrente, poi, divisi in due gruppi e scambiandoci i ruoli, facciamo prove di recupero
in sicurezza di un compagno in acqua. A questo segue la prova di recupero di una barca. Un’ottima prova, con
principianti, istruttori e soci di livello intermedio impegnati in un’unica esercitazione. La giornata si conclude con un
anticipo di quello che ci aspetta domani, scendiamo un breve tratto di fiume per tornare al punto in cui abbiamo
lasciato macchine e furgoni.
Grande giornata, grande CCN, è stato tutto perfetto. Ci muoviamo verso il campeggio, dobbiamo montare le tende,
qualcuno dei soci sarà impegnato nel preparare la cena per tutti. Ci aspetta una bella serata e poi una notte di
riposo.
Domenica scendiamo un tratto del Sesia, un tratto adatto a tutti. Noi principianti, non senza una buona dose di
adrenalina, affrontiamo le nostre prime rapide. Fede F. ci dice una cosa a cui penso spesso in questa strana estate
2020… “Non guardare l’ostacolo, se no vai a finire lì, guarda l’acqua, guarda dove devi passare”. Di acqua ce n’è
poca; non so immaginare lo stesso fiume in altri periodi, tornerò a vederlo, magari ne rifarò qualche breve tratto
facile, chissà. Ho 54 anni e sceglierò certamente mete tranquille e discese facili, ma sono molto contenta, ho trovato
qualcosa che è molto più di uno sport.
Ottima iniziativa, ottima riuscita. Grazie a tutto il CCN, grazie a Paolo per l’organizzazione e grazie a tutti per l’aiuto, i
buoni consigli e la partecipazione. Alla prossima!
Marina

Report di Eliana

 

Per quella data avremo già finito le nostre vacanze in Trentino, che tristezza, ma avviso al
CCN weekend in Valsesia, perfetto riusciamo a fare un altro weekend in montagna, sul fiume.
Ci iscriviamo.
Io non sono ancora nel gruppo whatsapp nonostante sia regolarmente iscritta al club, perchè finora
sono stata “la moglie del dottore”, Claudio mi informa, “saremo in 20….30….40…50 persone”, che
figata!!!
E “stanno pensando di fare questo e quello”….arriva la lista partecipanti e la suddivisione in livelli
1-2-3….io non ci sono….CRISI CONIUGALE….”voglio partecipare anch’io, anch’io sono iscritta
al club, chiama Paolino e digli che voglio essere inserita”….e finalmente eccomi.
Tutto pronto, si parte.
Meteo spettacolare, teoria e poi viene il momento del tuffo in rapida…. ho sempre avuto la fobia
dell’acqua, l’ansia si affaccia, ma non credo di essere l’unica, uno, due, tre quattro, cinque bagni,
sempre meglio e sempre più divertente e poi un piccolo tratto con rapida incorporata, la mia prima
vera rapida, ce la faccio indenne e come me molti altri, bellissimo….
Serata tutti insieme, si ride, si scherza, si mangia ovviamente, il tempo trascorso insieme è sempre
un momento di scambio, ognuno dà qualcosa di suo e riceve qualcosa dagli altri.
Pronti e via per la seconda giornata, noi principianti a piccoli gruppi con due istruttori vicini, io
sono nel gruppo “maturo” con istruttori “maturi” Paolino e Sandro….un po' di ripasso e poi via una
morta qui, una là….e arriviamo alla trancia….la fatidica rapida sempre sentita nominare, la
guardiamo e la studiamo, mi sento serena, niente panico perché il messaggio trasmessoci dai nostri
istruttori è di tranquillità….fatta, passata indenne anche questa…., qualcuno fa il bagno ma tosto ci
riprova…e poi la rapida dello slalom, fatta sempre e solo a bagno il giorno prima….studiamo anche
questa: “entriamo lì, poi a sinistra e poi di nuovo in centro”…. io faccio tutto il contrario di ciò che
si era detto… disastro….ma non so come arrivo alla fine.
Finisce anche questa giornata…peccato, ma è stato uno splendido weekend, mi sono divertita
tantissimo, ho preso più confidenza con l’acqua mossa, ho affrontato tutto con la massima serenità
e la cosa più bella è stata il senso di appartenenza al gruppo, tutti dai più bravi ai meno bravi ad
incitarsi, farsi coraggio e congratularsi per le diverse prestazioni, come una grande famiglia.
Eliana

Report di Martin

 

Allora, non sono nuovo, sono nuovissimo, in questo sport e anche in
questo gruppo, non conosco bene nessuno  dei due, quindi posso solo
descrivere le mie sensazioni. Avete mai avuto l’occasione di osservare
un branco di leoni marini che sguazzano, entrano ed escono dall’acqua
tuffandosi dagli scogli? Se vi capita, noterete che è quasi
impossibile tracciare un limite tra loro e l’ambiente che li circonda,
sono un tutt’uno con la natura. I kayakers mi hanno dato proprio
questa impressione, non erano soltanto lí, erano una parte del tutto,
del paesaggio. Anche il senso del branco era forte, si vedeva
chiaramente nella cura e l’attenzione verso i piú nuovi, e c’era una
collaborazione spontanea che va al di lá dell’organizzazione
dell’attivitá stessa.
Che dire degli istruttori, oltre i consigli tecnici, nessun rimprovero
verso gli allievi, soltanto motivazione e incoraggiamenti, tutto
puntato sulla positivitá; chi ha frequentato altri ambienti sportivi
sa che questo e difficilissimo da trovare.
Infine, credo che come me, chi aveva giá voglia di kayak, è tornato a
casa con molta piú voglia.