Ho sempre privilegiato attività di vario genere, possibilmente praticabili di giorno. Appena ho sentito parlare di “Monate” ( mia personale interpretazione Etimologica = “Cose fatte da Mona”) non ho saputo resistere anche se la sveglia è stata più da scialpinismo che da canoa.

Un po di incertezza nei giorni precedenti a causa del meteo, ma la determinazione del “Duo Mafioso” Totò di Muro e Manu Riina non lascia scampo agli iscritti: loro vanno e chi non va è automaticamente categorizzato come “Gratakù” del gruppo, quindi nessuno resta a  casa. Ritrovo ore 6:30 all’imbarco e tutti saranno puntuali per evitare gambizzazioni.

Ci imbarchiamo con il buio, pagaiamo con il poco riverbero proveniente da qualche lampione qua e là, ed in un magico silenzio piacevolmente scandito dalle leggero suono delle pagaiate in acqua, ci godiamo il momento. Lentamente si apre il cielo, la luce filtra ed il risveglio della  fauna inizia a farci compagnia.

Ci leghiamo tra noi con una corda ed al centro del lago iniziamo a goderci ogni ben di dio che alcuni soci hanno portato. Dopo circa 2000 Kcal ingerite, si decide bruciarne almeno in parte, andando a spasso per il meraviglioso lago che alla luce “imperfetta” della giornata risulta ancor più intimo di quanto già non lo sia normalmente.

Ore 10:00 circa siamo allo sbarco ma qualcuno non vuole proprio uscire. Tutti molto contenti, ne approfittiamo del servizio Catering Terra/Acqua offerto da Manula, generosa ed impeccabile come sempre.

Unico neo della giornata, il buon Giuan non può essere dei nostri, ma presenta regolare giustificazione medica per non essere un vergognosamente categorizzato “Gratakù” delle giornata.

Lago di Monate bellissimo, ma fare “Monate” tipo imbarco notturno e colazione in mezzo la lago con amici non ha prezzo.

A chi si pone le solite domande, tipo cose perse e altre cazzate, fare richiesta diretta all’interessato. Mi sono proposto di essere breve, non sarei potuto esserlo.

PS: dopo 26 anni di canoa è la prima volta che vado in un lago a pagaiare. Ho apprezzato e di certo non sarà l’ultima

Ciao

Paolo