CANOA CURIOSA – ISTRUZIONI PER L’USO              di Giorgio Mittini

Al CCN sappiamo tutto (si fa per dire…) del kayak da discesa, ma alla vigilia dell’esordio ufficiale della Canoa Curiosa vorrei dare qualche semplicissima informazione pratica sulla canoa d’acqua piatta. Ecco qualche informazione che può essere scontata per qualcuno, per altri meno Va da subito evidenziato come l’attività motoria di un’uscita in acqua piatta sia  molto diversa rispetto a quella da discesa: in acqua piatta lo sforzo è costante, graduabile a piacere, protratto nel tempo. La durata di un’uscita breve potrebbe prevedere indicativamente almeno un’ora e mezza all’andata e altrettanto per il ritorno, ma, ovviamente, l’impegno può essere ben superiore. Con un ritmo rilassato si fanno da 4 a 5 chilometri all’ora, 6 con un po’ più di lena. Naturalmente l’allenamento ed i movimenti corretti consentono di aumentare la velocità e la percorrenza, senza sforzi eccessivi. E’ uno sport che prevede un movimento del corpo davvero

completo: direi che tutti i muscoli sono impegnati, a partire da quelli delle gambe, del ventre, della schiena, ovviamente spalle e braccia. I movimenti sono dolci, ripetitivi e non prevedono strappi violenti. Le nostre canoe curiose dispongono di due ampi comparti stagni e ciò consente di portare in gita tutto quanto si ritiene possa esserci utile, quantomeno cibarie per il pranzo, vestiti a piacere (giacca antivento, pile, ecc.), scarpe/sandali per la sosta pranzo, una stuoia e quant’altro possa essere utile. Il concetto è un po’ quello dello zaino in montagna: quello che ragionevolmente ci può servire lo portiamo, considerando che in canoa c’è più spazio che in uno zaino e non si sente il peso. Lo spazio è tale che si possono stivare comodamente anche una tendina ed un sacco a pelo, per fare campeggio nautico (qualche volta lo organizzeremo!). Il vestiario per l’attività può essere più o meno quello da principianti della canoa da discesa, a parte il casco che proprio non serve. Va tenuto presente comunque che un po’ d’acqua nella zona lombare passa sempre e quindi ci si bagna un po’. I piedi vanno a bagno quando si entra e si esce dalla canoa. Naturalmente quando le temperature salgono si può stare leggeri, anche solo con la maglietta ed il costume, ma sempre con salvagente e paraspruzzi. In certe giornate è fondamentale la crema per il sole. Le uscite si fanno con tempo almeno discreto, perché lo spirito è quello della gita (come potrebbe essere in montagna) e non quello della prestazione sportiva: pagaiare sotto la pioggia o con vento teso o con evidente moto ondoso non ha senso per chi voglia divertirsi in relax. E’ sempre poi obbligatorio portare una buona dose di curiosità (il nostro tratto distintivo!) e desiderio di esplorare luoghi e prospettive che sono possibili solo con le terga a mollo… L’ABC l’ho scritto, altro ce lo diremo a voce e concretamente quando saremo in acqua!